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Bridge Linux Xfce

Premessa

Arch Linux è una delle distribuzioni più difficili da installare, configurare e mantenere oggi disponibili. Nonostante ciò, sentendo i suoi utenti, si tratta della migliore distribuzione GNU/Linux oggi esistente per decine di ragioni che non sto qui a elencarvi. Per avere delle delucidazioni su tali ragioni, basta visitare la versione italiana del Wiki di Arch.
Da utente Linux e considerata l'enfasi con la quale gli utenti Arch parlano della propria distro, non potevo esimermi dal cercare di capire perché sia tanto adorata.
Avevo avuto modo di usare ArchBang per il quale avevo scritto anche una Guida all'utenza, ma proprio a causa di una delle caratteristiche più insidiose di Arch, la stessa distro è andata in malora.
Non potendolo recuperare, perché non ne sono capace, ho cercato di rimpiazzarlo con un'altra distribuzione basata su Arch, ma vestita con Xfce e la mia scelta è caduta sulla apposita edizione di Bridge Linux. Mi accingo quindi ad effettuare la recensione di questo sistema.
Buona lettura :-)

Scheda tecnica

  • Nome: Bridge Linux
  • Versione: Xfce
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop
  • Architettura: x86-64
  • Derivazione: Arch Linux
  • Desktop environment: Xfce
  • Kernel: Linux bridgelinux 3.6.2-1-ARCH #1 SMP PREEMPT
  • Requisiti minimi di sistema: Processore a 1 GHz, 1 GB di RAM, %GB di spazio libero su disco, lettore CD e porte USB, Scheda video in grado di supportare la risoluzione 800x600
  • Ciclo di rilascio: Quando pronta
  • Metodo di aggiornamento: Attraverso il Package Manager Pacman da linea di comando

Test

La mia recensione si basa su una brevissima prova del sistema in sessione Live, mentre più estesamente ho provato il sistema dopo regolare installazione. Questa è avvenuta su un computer con queste caratteristiche
Tutto l'hardware è stato adeguatamente riconosciuto e configurato, così come le periferiche applicate. Non ho applicato alcuna modifica per poter avviare con successo il sistema.

  • Riconoscimento e caricamento del kernel = OK
  • Efficacia dei tasti funzione = n.v.
  • Avvio del server X = OK
  • Risoluzione video = Mi è stata offerta la risoluzione 1024x768 che non ho poi potuto modificare fino a che non ho installato i driver nvidia, per i quali ho dovuto faticare un po' (vedi più avanti).
  • Opzione lingua italiana = NO. Sono disponibili l'inglese, il tedesco, il francese. Non è disponibile l'italiano. La configurazione non è stata poi difficile, come illustrerò
  • Opzione tastiera italiana = OK
  • Automount dei dispositivi = OK

Opzioni e Tempi di caricamento

Dopo il riavvio del PC con il CD di Bridge Linux si giunge presto alla finestra delle opzioni di boot, che comprendono l'avvio del sistema, l'avvio in modalità sicura (se la prima volta non funziona), l'avvio dall'hard disk. Io mi sono limitato ad avviare il sistema, senza modificare nulla.
La schermata di caricamento è testuale e i messaggi scorrono molto rapidamente sul monitor. Il sistema si carica in meno di due minuti e di giunge alla scrivania senza problemi. Non ci sono splash introduttive del desktop environment. Lo stesso comportamento viene mantenuto dal sistema una volta installato, giungendo alla pagina del login in circa 20 secondi. La schermata di login mostra già impostato il nome dell'utente e basta premere INVIO per poter inserire la password.

Installazione

Installare Bridge Linux è affatto difficile, nonostante l'Installer testuale. Sebbene sia in lingua inglese, è un installer molto semplice da capire e molto preciso ed efficace. Procederò quindi ad illustrare la installazione passo per passo, nella convinzione che questo possa essere utile a tutti gli utenti che vogliano affrontare questo procedimento.

Come sempre vi raccomando l'effettuazione di un accurato back-up di sistema, per mettere al sicuro ciò che vi interessa. Poi voglio sottolineare il fatto che il processo di installazione dura circa un'ora, compresa la post-installazione, quindi effettuatela solo se avete un buon margine di tempo. Dato che ci sono molte cose da leggere e scelte importanti da effettuare, non è ammessa l'installazione con tempi troppo stringenti.
Infine sarebbe opportuno avere un disco già partizionato, in modo tale da avere almeno una partizione di root ed una di swap. Bridge offre GParted per effettuare un corretto ed efficace partizionamento, ma ricordatevi di riavviare il sistema dopo aver partizionato il disco.

Da ricordare che trattandosi di un installer testuale, ci si sposta negli elenchi delle opzioni con i tasti freccia, mentre con il Tasto Tab si cambia la scelta dell'azione. L'esecuzione dell'azione avviene premendo il tasto INVIO.

  1. Scelta della lingua - Scegliete anzitutto la lingua preferita e le opzioni sono solo tre: inglese, francese e turco. Spostatevi con le frecce su e giù e poi premete INVIO

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  2. Configurare data e Ora - Dovrete ora configurare la data e l'orario. Premete INVIO.

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    1. Scegliete l'opzione UTC in presenza di altri sistemi Linux sull'hard disk, mentre è opportuno scegliere l'opzione "localtime" in presenza di Windows®. Premete INVIO

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    2. Se avete scelto UTC, dovrete identificare il continente, quindi scorrete l'elenco fino a "Europe". Premete INVIO

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    3. Dovrete ora indicare la capitale, quindi scorrete l'elenco fino a "Rome". Premete INVIO.

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    4. Contriollate che la data sia quella corretta ed eventualmente modificatela, cliccando sulle aree opportune. Premete INVIO.

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    5. Controllate che sia indicata l'ora corretta. Per poter modificare i valori usate il tasto Tab e i tasti freccia. Premete INVIO quando a posto.

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  3. Partizionamento e partizioni - Questa è la fase più delicata e rischiosa, la scelta della partizione giusta dove far annidare Bridge Linux. Premete INVIO.

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    1. La prima opzione che compare in questa schermata produce una totale cancellazione di tutto quello che c'è sullhard disk. Se si possiede un disco già partizionato, con altri sistemi installati, occorre impiegare la seconda opzione "Partition by hand and choose the partitions to use". Illustrerò questa seconda opzione. Spostatevi su essa e premete INVIO.

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    2. Se avete solo un disco nel computer, dovrebbe comparire la sigla "/dev/sda". Premete INVIO.

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    3. Dato che il disco è già partizionato, spostatevi su "DONE" (Fatto) e premete INVIO

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    4. Ora siete pronti per scegliere le partizioni giuste. Premete INVIO.

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    5. Vi viene chiesto di indicare la partizione di Swap. Spostatevi su essa usando i tasti freccia e poi premete INVIO.

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    6. Vi viene chiesto se volete formattare la partizione indicata come Swap. Selezionate "Yes" e poi premete INVIO.

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    7. Ora vi viene chiesto di indicare la partizione nella quale installare Bridge Linux. Selezionatela e poi premete INVIO.

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    8. Stabilite il tipo di file system tra quelli elencati e premete INVIO.

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    9. Vi viene quindi chiesto se formattare la partizione con il tipo di file system indicato. Selezionate Yes e premete INVIO.

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    10. Vi viene chiesto se volete aggiungere un'altra partizione alla installazione (ad esempio una partizione per la directory /home). Selezionatela e poi premete INVIO. Se non avete intenzione di aggiungere altro, andate su "DONE" e premete INVIO.

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    11. Vi viene mostrato un ripeilogo delle partizioni che subiranno le modifiche indicate, Premete INVIO

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    12. Questa finestra vi indica che tutto è stato fatto correttamente e che le partizioni sono adeguatamente montate. Premete INVIO.

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  4. Installazione - Ora si tratta di installare il sistema vero e proprio. Premete INVIO.

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    1. L'installazione sta avvenendo e l'installer vi esorta ad attendere. Premete INVIO.

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    2. I file vengono copiati nel disco ed accuratamente decompressi. Attendete.

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    3. La copia dei file sul disco è avvenuta regolarmente. Premete INVIO.

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  5. Configurazione - Ora vi addentrerete nella configurazione del sistema. Premete INVIO.

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    1. Per prima cosa dovete indicare la password di root. Digitatela due volte, come vi viene indicato dall'installer. Fate attenzione a digitare bene, dato che non si vede nulla.
      Una volta fatto dovrete indicare il nome dell'utente generico, quindi spostatevi su "User-name" e premete INVIO. Digitatelo correttamente e poi impostate la sua password digitandola due volte. Infine premete INVIO.

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    2. Spostatevi ora sulla voce "Config-system" che vi permette di configurare più dettagliatamente il sistema.

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    3. Selezionate la prima voce dell'elenco, che vi permette di configurare diverse cose, come la lingua di sistema, il layout di tastiera ed altro. Questa fase non è semplice per chi si approccia a Linux per la prima volta. L'interfaccia è quella di Nano, un editor di testo da Terminale. Per spostarsi nelle varie righe, si usano i tasti freccia. Per avere il sistema in italiano, spostatevi alla riga "LOCALE=" e digitate "it_IT.UTF8". Per salvare la configurazione premete i tasti "Ctrl+o" poi premete INVIO ed infine "Ctrl+x" per chiudere l'editor.

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    4. Per poter indicare il layout di tastiera italiana, spostatevi sulla voce "/etc/X11/xorg.conf.d/01-keyboard-layout" e premete INVIO. Nuovamente vi troverete nell'editor Nano. Agite in modo che alla fine risulti quanto indicato in figura. Salvate e chiudete come indicato in precedenza.

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    5. Per far si che il sistema sia effettivamente in italiano, recatevi sulla opzione "/etc/locale.gen" e premete INVIO. Nuovamente in Nano, dovrete scorrere il lungo elenco fino a giungere alla riga "#it_IT.UTF8 UTF8". Qui dovrete asportare il simbolo del cancelletto. Salvate e chiudete l'editor come sapete.

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    6. Se non desiderate apportare altre configurazioni, spostatevi sulla opzione "Back" e premete INVIO.

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    7. L'installer applicherà tutte le configurazioni apportate e ci potrebbe volere qualche minuto. Attendete.

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  6. Bootloader - Ora dovrete installare il bootloader che, in questa distribuzione si tratta di Grub 2. Premete INVIO.

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    1. Selezionate l'opzione GRUB e premete INVIO.

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    2. Definite quale debba essere il disco su cui volete installare GRUB. Premete INVIO.

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    3. A fine installazione, vi viene notificato che il bootloader è stato installato con successo. Con esso anche l'intera installazione del sistema si è conclusa.

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Come avete potuto notare, l'installazione non è particolarmente difficile sebbene che, paragonata a quella richiesta da Ubuntu, richieda maggiore attenzione e una conoscenza basilare dell'inglese. Nella mia esperienza non ho avuto alcun problema e tutto è filato liscio. L'importante è che l'utente abbia ben presente la sua tabella delle partizioni e che abbia letto qualcosina sulle configurazioni di Arch (posso suggerire la lettura della Guida ad ArchBang).

Al riavvio del sistema, viene lanciato automaticamente uno script che migliora la configurazione post-installazione. Questo script richiede una connessione attiva ad Internet ed una scrupolosa lettura dei contenuti, naturalmente in inglese. Vediamone i passaggi salienti. Dopo il benvenuto iniziale, basta premere un tasto qualsiasi, tranne la "q" che chiude lo script.

  1. Controllo della connessione a Internet, se tutto va bene viene mostrato il messaggio "Internet connection test passed". Viene chiesto anche se il driver che gestisce la scheda grafica sia quello scoperto dallo script. Rispondete Yes o No
  2. Aggiornamento dell'elenco dei mirror da cui scaricare i pacchetti e gli aggiornamenti. Vengono anche elencati i comandi che conseguono all'aggiornamento dei mirror. Premete un tasto qualsiasi per procedere o "q" per chiudere. Attendete che tutto sia finito
  3. Aggiornamento delle chiavi di sicurezza. Basta premere un tasto qualsiasi per proseguire o "q" per chiudere
  4. aggiornamento dei pacchetti. Viene chiesto se si vuole aggiornare tutto il parco software installato. Se si vuole accettare, basta premere un tasto qualsiasi o "s" per saltare questo passaggio
  5. Installazione dei pacchetti di gestione della stampa. Vengono elencati i pacchetti che saranno installati. Se si accetta basta premere un tasto qualsiasi o "s" per saltare questo passaggio
  6. Installazione dei drivers wireless broadcom. Per chi ha questi dispositivi, conviene premere un tasto qualsiasi o premere "s" per saltare questo passaggio
  7. Installazione dei pacchetti di supporto per Bluetooth. Se si ha intenzione di usare dispositivi Bluetooth, basta accettare l'installazione dei pacchetti necessari premendo un tasto qualsiasi, oppure si preme "s" per passare.
  8. Installazione di Oracle Java Jre. Se si preme un tasto qualsiasi si installano i pacchetti relativi, altrimenti per saltare questo passaggio si preme "s"
  9. Installazione di LibreOffice. Si può accettare di installare questo pacchetto al solito modo o saltare il passaggio, ma va detto che se si accetta viene installato solamente il pacchetto base e nessun applicativo specifico che andrà installato successivamente
  10. Al termine basta premere un pulsante qualsiasi per uscire dallo script.
Ho avuto un grosso problema con la risoluzione schermo che ho potuto risolvere solo con la installazione dei driver della mia scheda grafica. La mia scheda è una nVidia GeForce 7050 e per poter installare i driver appositi dovrebbe bastare impartire questo comando da Terminale:

sudo pacman -S nvidia nvidia-utils

Pacman mi indicava che era necessario rimuovere una libreria, non ricordo bene quale, ma quando andavo per rimuoverla, mi annunciava che era una libreria necessaria ai driver ATI e Intel. Allora ho proceduto a rimuovere questi pacchetti, ma per farlo ho dovuto rimuovere anche degli altri sottopacchetti, insomma un lavorone che mi ha condotto si alla soluzione del problema, ma lasciandomi in uno stato di angoscia fino alla fine, avendo costante la sensazione che forse sarebbe andato tutto a puttane!
Dopo un paio d'ore di lavoro, avevo Bridge Linux pronto da usare.

Ambiente grafico ed Aspetto

Bridge dispone della versione più recente di Xfce, la 4.10 ed è ben configurato. La dominanza dei colori tende verso il grigio topo, ma non è una colorazione triste, semmai è misteriosa, come lo sfondo della scrivania che mostra un ponte su un fiume nebbioso, costeggiato da rive cespugliose, sotto un cielo uggioso. Ricorda un po' i film di Sherlock Holmes degli anni '30. Non male.
Sulla scrivania si staglia una sola icona che è quella delle istruzioni rapide (README). I due pannelli sono quelli classici di Xfce, senza particolari doti da esaltare. Io ho cercato di modificarli per "modernizzare" l'aspetto complessivo della scrivania.
Del Menu principale c'è poco da dire se non che mancano del tutto i testi alternativi e illustrativi delle varie voci in esso racchiuse.
Il tema scelto per il sistema operativo è Orta e quello delle icone è AwOKen. Sono temi riposanti ed elegantemente monocolore e molto sobri.
Ho applicato l'ombreggiatura alle finestre delle applicazioni, usando lo strumento apposito che si trova in: Menù → Impostazioni → Gestore delle Impostazioni → Regolazioni del Gestore delle finestre alla scheda "Compositore".

Dotazioni software

Bridge Linux offre dotazioni software appena sufficienti per l'uso immediato del sistema. Quello che colpisce sono le scelte del software.
Per l'Ufficio vengono offerti Abiword come word processor e Gnumeric come foglio lettronico. Non c'è traccia di un lettore di PDF, eppure sono documenti di grande impiego. L'installazione di LibreOffice dallo script di Postinstallazione non comporta la presenza di alcuno strumento. C'è Orage per appuntamenti e promemoria, ma non c'è un gestore delle note.
La Grafica viene supportata con GIMP in funzione di editor bitmap e Shotwell quale visualizzatore di immagini.
Internet e Rete trovano solo tre strumenti: Chromium quale browser web, Thunderbird per la posta elettronica e Transmission per la gestione dei file Torrent. Manca incredibilmente uno strumento di messaggistica, uno strumento per il controllo di desktop remoti ed uno strumento per le chiacchiere in rete.
La Multimedialità viene supportata con l'assenza dei codecs (da installare successivamente), con il solo player musicale Exaile (uno strumento ampiamente sostituibile da altri di ben maggiore efficacia) e con lo strumento di masterizzazione Xfburn. Niente altro. Manca un player multimediale vero e proprio.
Per il resto sono presenti i soliti strumenti accessori abbinati a Xfce.
E' una dotazione scarna e mal assortita che impone all'utente una sostanziosa integrazione, sempre che sia possibile.

Il Gestore dei pacchetti è il solito Pacman, da impiegare da Terminale. E' efficiente ed efficace, ma ho avuto qualche problema ad installare dei pacchetti, primo fra tutti VLC. Il tentativo di installarlo porta ad un conflitto che non sono riuscito a risolvere ed è la prima volta, nella mia esperienza in Linux, che mi capita una cosa del genere. L'installazione dei codecs viene suggerita con l'uso di un solo comando:

sudo pacman -S gstreamer0.10-plugins

salvo poi scoprire che comporta l'installazione di 5 pacchetti differenti, ma va bene. Per distro basate sulla complicazione di cose semplificate da altri, è cosa normale. Alla faccia del KISS!
Le impostazioni del sistema le abbiamo già viste nelle righe precedenti. Il Centro di Controllo è solo quello di Xfce, altri strumenti per configurare il sistema non ce ne sono.

Usabilità

Bridge ha una interfaccia pulita e non da adito a confusioni o incertezze. Sulla scrivania è presente l'icona che apre il file README che aiuterebbe in qualche modo l'utente ad avere una maggiore usabilità, ma si tratta di un documento scritto in inglese e qualcuno potrebbe avere delle difficoltà.
Il menù principale manca completamente degli Indicatori di finalità alle varie voci. Si confida sulla preparazione dell'utente.
Il Supporto alla lingua è buono, ma riuscire a configurarlo non è propriamente "easy" (facile), ma per una distro del genere, bisogna sapere mettere mano ai file di configurazione.
In sessione Live il sistema si comporta bene e la reattività è buona. Da sistema Live è possibile recuperare dati da sistemi in avaria.
La dotazione software è, come ho già detto, almeno strana. Manca del software, ...ehm... come dire... utile, soprattutto pensando a quanto possa essere difficoltoso installarne di nuovo. Il gioco delle dipendenze è terribile e se si ha la malaccortezza di fare qualche errore, il sistema è fritto.
L'intuitività è del tutto affidata a Xfce, ma appena ci si addentra a cose riguardanti il sistema, iniziano le coliche e ci si potrebbe perdere molto facilmente. Tra l'altro tutti i sistemi Arch richiedono un uso assiduo e continuativo, dati i frequenti aggiornamenti. Se si lascia inusato un sistema Arch per qualche settimana, il rischio minore è quello di ritrovarsi un sistema inusabile al primo aggiornamento (cosa che mi è capitata con ArchBang). Direi che è un difetto fatale, per il quale ho deciso che non avrò mai più a che fare con sistemi derivati da Arch Linux. Essere rock & rolling, per essere moderni, può andare anche bene, ma non deve essere una minaccia o una imposizione.

Consumi e Prestazioni

Bridge Linux Xfce non è un sistema che risparmia risorse più di altri. Ho effettuato il mio test di consumo con i seguenti programmi in esecuzione: Bluefish, Chromium con tre schede aperte, Exaile in riproduzione musicale e Thunar file manager. La RAM impiegata si aggira sui 505 MB di RAM, con un uso della CPU del 10% circa, la Swap non viene intaccata. Diciamo che Bridge è un sistema che può essere comodamente impiegato su computer di 5 anni fa.

Pregi

  • Distribuzione molto aggiornata e moderna
  • Distribuzione che porta Arch ai livelli di umani sopra la media.
  • Buono e caratteristico l'aspetto grafico

Difetti

  • Installazione non alla portata degli inesperti
  • Complicata gestione dei pacchetti e degli aggiornamenti
  • Dotazione software insufficiente

Perchè usare questa distro

  • Per avere una distribuzione Arch, ma senza tutte le sue sofferenze

Links utili

Conclusioni

Avevo la mia distro Arch sul computer, funzionava bene, ma dopo un periodo di inattività, ha smesso di funzionare dopo il primo aggiornamento. Ho installato Bridge Linux perché volevo una Arch nel computer, ma per fare cosa? Quello che faccio con tutte le altre distribuzioni, solo che con Bridge le difficoltà aumentano in modo drastico. Oltre ai problemi che ho esposto in precedenza, segnalo le alterazioni grafiche al puntatore del mouse e l'incapacità di disabilitare lo screensaver che si attiva inesorabilmente anche durante la riproduzione di film.
Nel corso dell'uso del sistema ho percepito sempre la precarietà ogni volta che azionavo il package manager. Dopo una prima installazione, ho avuto la malaugurata idea di fare l'aggiornamento del sistema... il server grafico non ha più funzionato, perché non riusciva a trovare lo schermo. Dopo la seconda installazione ho evitato di fare una cosa del genere. Allora mi chiedo quale senso abbia avere un sistema rolling se poi quando lo si va ad aggiornare, si rischia di perdere il sistema.
Dire che sono totalmente deluso della distro sarebbe ingiusto, ma di certo posso dire che Bridge non sarà mai il mio sistema preferito e se avevo anche una mezza idea di installare Arch, beh m'è passata. La filosofia KISS non mi entusiasma e non mi interessa, lascio quella tecnologia a più coraggiosi e preparati di me. In fondo Arch che cosa fa di diverso da un'altra distro? Nulla. Se, come sento dire dai suoi fans, le fa meglio non mi interessa molto perché il meglio, spesso, è nemico del bene!

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