*Linux Guide

Un mese con Ubuntu 13.10

Premessa

Sono molti, molti mesi ormai che non offro ai miei lettori una recensione di una distribuzione Linux.
L'arrivo di Debian 7.0 con Xfce sembrava aver rimosso in me la voglia di vedere, nei giardini dei vicini, se l'erba fosse più verde che nel mio. Ebbene la voglia di vedere come vanno le cose a casa d'altri, sembra in qualche modo ritornata, anche se devo ammettere di aver dedicato quasi tutto il mio tempo a fare altro (come potete vedere qui).
Ubuntu 13.10 è la prima distribuzione Linux che cerco di analizzare dopo il lungo silenzio.
Perché Ubuntu, che ho recensito solo un paio di volte?
Perché Ubuntu era sempre stato per me un riferimento e credevo, a torto, che fosse al di sopra della valutazione; che fosse un esempio per tutto il resto. Ora so che non è così.
Le mie fugaci esperienze con Ubuntu 12.10 e 13.04 erano state più che deludenti ed anche la lunga esperienza con la versione 12.04 LTS non brillava per soddisfazione piena. Ero giunto a considerare Ubuntu come un sistema perso, o almeno un sistema da riconsiderare in un futuro nemmeno tanto vicino. La versione 13.10 mi è sembrata quella che meritasse qualche attenzione.
Vi invito a leggere quanto segue, che poi è il resoconto della mia esperienza, che vuol dire l'esperienza di un utente normale, non particolarmente dotato.

Scheda tecnica

  • Nome: Ubuntu
  • Versione: 13.10
  • Tipologia: live/installabile
  • Orientamento: Desktop e Server
  • Architettura: x86-64
  • Derivazione: Debian
  • Desktop environment: Unity
  • Kernel: Al momento della recensione, il kernel è stato aggiornato alla versione 3.11.0-13-generic
  • Requisiti minimi di sistema: Leggi più sotto
  • Ciclo di rilascio: Semestrale
  • Metodo di aggiornamento: Software Updater, APT

Test

Il test è stato effettuato brevissimamente in versione Live, poi il test è proseguito dopo la installazione su un PC con queste caratteristiche.
L'hardware della macchina e le periferiche applicate (internet key, masterizzatore USB, Smartphone Samsung Galaxy S, SD Card reader) sono stati accuratamente riconosciuti e configurati automaticamente. Al momento del boot ho solo scelto la lingua italiana e niente altro. La risoluzione dello schermo è stata individuata e configurata subito.

Opzioni e Tempi di caricamento

Dopo l'avvio da DVD (le versioni masterizzabili su CD non esistono più) il sistema si avvia automaticamente, senza offrire opzioni visibili, ma se si preme un tasto qualsiasi della tastiera, si raggiunge la schermata dove è possibile scegliere la lingua preferita scorrendo con i tasti freccia. Il menù di avvio permette di avviare il sistema in sessione Live (utilissima per provare il sistema prima di installarlo) od installare direttamente Ubuntu nel PC.
I tastiu funzione disponibili permettono di applicare configurazioni e scelte specifiche, in base alle esigenze del singolo utente.
La schermata di caricamento del sistema è semigrafica e devo dire che il sistema si è caricato con una certa lentezza. Tuttavia nel giro di circa 3 minuti sono giunto al desktop pronto per usare il sistema.

Installazione

Installare Ubuntu è un gioco da ragazzi e lo è ancor più se si ha un disco già partizionato. Ammetto di essere totalmente ignorante sui trucchi e gli accorgimenti necessari alla installazione su macchine dove sia presente Windows® 8 o precedenti, per cui non mi permetto di dare consigli o dritte che non conosco.
Quello che so è che una volta definita la partizione di destinazione e la partizione di swap, il processo di installazione è veramente semplice e sicuro. Se si decide di scaricare gli aggiornamenti di sistema e software di terze parti, il processo può richiedere una mezz'ora abbondante, altrimenti in venti minuti il gioco è fatto.
Per conoscere in anteprima il processo di installazione, consiglio il lettore di effettuare delle ricerche su Internet. Le risorse sono disponibili a centinaia ed una delle migliori è questa (in inglese).

  1. Scegliere se provare Ubuntu o se installarlo. Scegliere anche la lingua di sistema

    *

  2. Preparazione della installazione. Si deve esaudire almeno una condizione, ovvero lo spazio libero su disco. È possibile scegliere se si vogliano installare gli aggiornamenti e i software di terze parti. Queste scelte allungano la durata della installazione

    *

  3. Configurazione di un account su Ubuntu One, il servizio di acquisti online

    *

  4. Tipo di installazione. Si definisce come installare il sistema, se usare l'intero disco, se affiancarlo ad un sistema già esistente, oppure creare una installazione personalizzata

    *

  5. Installazione a fianco di Windows

    *

  6. Definizione del fuso orario

    *

  7. Definizione del layout di tastiera. Scegliendo il fuso orario e la città, si configura anche la tastiera

    *

  8. Definire il nome utente, il nome del computer ed impostare la password di root

    *

  9. Installazione in progressione

    *

  10. Installazione completata. Scegliere se continuare in live o se riavviare il PC

    *

Ambiente grafico ed Aspetto

Questo è il capitolo più doloroso che riguarda Ubuntu nella sua completezza e vi spiego il perché.
Unity è l'ambiente desktop predefinito e purtroppo si basa ancora su Compiz, software non più sviluppato.
Questo ambiente desktop richiede molte risorse al computer, impiegando molta RAM e impegnando intensamente il processore. Non voglio trattare di Unity, che tutto sommato mi piacerebbe usare. Quello che mi interessa esporre è la frustrazione che deriva dall'impiegare un ambiente desktop anche interessante, ma che in assenza di adeguato hardware, rende l'uso di Ubuntu un vero e proprio disagio informatico.
Il launcher sulla sinistra è un dock di grande usabilità ed è veramente utile e facile da capire. L'uso della tastiera per giungere a fare quello che serve è una delle soluzioni che più apprezzo, ma quando si va ad estrarre la Dash o l'HUD e questi fanno il loro ingresso con un tremore grossolano e sgraziato, allora mi intristisco.
Nella mia esperienza dei primi 15 giorni ho notato un decadimento prestazionale direttamente proporzionale al numero di applicazioni in esecuzione, giungendo a rendere il desktop inutilizzabile in presenza di Firefox con 4 o 5 schede aperte. In quelle condizioni l'uscita della Dash o dell'HUD era non solo tremolante, ma ritardata in modo intollerabile e le icone non comparivano mai in modo rapido, alcune addirittura non venivano mostrate del tutto. Inaccettabile!
Io sono di certo convinto che Canonical debba perseguire la sua tipizzazione del desktop e proseguire nello sviluppo di Unity, ma credo che tagliar fuori intere generazioni di macchine non sia un atteggiamento molto user-friendly. Il mio PC è del 2008, quindi non proprio un ragazzo, ma nemmeno decrepito; nonostante ciò Ubuntu con Unity non è una scelta percorribile.

Cosa ho fatto?
Per divertirmi un pochino ho seguito questa guida ed ho installato un tema molto simile a quello di MacOS X, che vi mostro nelle tre immagini che seguono:

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*

*

Le prestazioni sono rimaste, ovviamente, le medesime e se qualcuno di voi ha fatto caso al launcher, in esso compaiono le icone di applicazioni note per la loro leggerezza come Goggles Music Manager, xxxterm, Audacious. Con queste applicazioni sono riuscito a contenere i consumi ed a mantenere una usabilità discreta.

La seconda cosa che ho fatto è stato cambiare proprio il DE, installando il fork del compianto Gnome 2, MATE. L'installazione è del tutto semplice e basta lanciare il Terminale, impartendo, una alla volta i seguenti comandi:

sudo add-apt-repository "deb http://packages.mate-desktop.org/repo/ubuntu raring main" - INVIO

sudo add-apt-repository "deb http://repo.mate-desktop.org/ubuntu raring main" - INVIO

sudo add-apt-repository "deb http://mirror1.mate-desktop.org/ubuntu raring main" - INVIO

sudo apt-get update - INVIO

sudo apt-get install mate-archive-keyring - INVIO

sudo apt-get update - INVIO

sudo apt-get install mate-desktop-environment - INVIO

Ho chiuso la sessione di Unity ed avviato quella di MATE e le cose sono magicamente, trionfalmente cambiate.
A parte il ritorno ad una interfaccia a me del tutto congeniale - dato che sono abituato ad Xfce, quello che è cambiato dal giorno alla notte...anzi dalla notte al giorno, è la reattività del sistema e l'aspetto grafico del tutto accettabile ed esteticamente godibile, come potete vedere nelle immagini sottostanti.

Con la configurazione di MATE, con il raggiungimento di un ideale modo di usare il sistema, posso dire che Ubuntu è il sistema che avevo lasciato tempo fa.

Dotazioni software

Ubuntu viene fornito con la solita dotazione di software per un uso normale e modesto del sistema. Tutti sanno che dopo la installazione del sistema si deve procedere alla installazione dei codecs multimediali, delle applicazioni di proprio gradimento, ecc. Per questo non mi dilungo in analisi in fondo inutili. Io mi sono limitato ad installare strumenti leggeri per la sessione Unity e strumenti più corposi per quella MATE.
La gestione dei pacchetti è affidata all'Ubuntu Software Center che fa bene il suo lavoro, ma con una certa lentezza anche in sessione MATE. In esso sono comprese non solo le migliaia di applicazioni e strumenti gratuiti, ma anche le applicazioni a pagamento. Per chi trovasse l'USC un po' poco intuitivo e semplice, come è capitato a me, può sempre ricorrere all'intramontabile Synaptic che va però installato con un semplice comando:

sudo apt-get install synaptic - INVIO

Per chi amasse il Terminale, i pacchetti si installano con APT.

L'aggiornamento del sistema avviene in modo del tutto atraumatico. L'Updater indica la presenza degli aggiornamenti disponibili e permette di visualizzare quali e quanti siano. Permette naturalmente di selezionare i voluti e di installarli con assoluta sicurezza e semplicità.

Personalizzare Unity è risaputamente un problema di una certa complessità, ma nel corso del tempo sono usciti diversi strumenti che favoriscono una certa personalizzabilità. Uno di questi strumenti si chiama Ubuntu Tweak e consiglio di installarlo quanto prima.
Personalizzare MATE è il classico gioco divertente e si può lasciar sfogare la fantasia.

Usabilità

Credo che Ubuntu con Unity sia un sistema dalla usabilità molto spinta, pur non avendo io potuto godere di questa possibilità. Il desktop è alquanto ampio e ben impostato. Il launcher favorisce il lavoro, i comandi da tastiera (di cui una panoramica è visibile tenendo premuto il tasto Win o Super) velocizzano molte procedure, l'HUD dovrebbe favorire l'utente nelle ricerche sul desktop. Purtroppo questa usabilità è hardware-dipendente e quando non ci siano le condizioni adatte il sistema diventa tristemente molto poco usabile.
L'installazione di MATE ha reso il sistema usabile in modo completo e divertente, ma credo di poter dire che si tratti di una mia personale impressione. Di certo utenti con computer un po' datati potranno scoprire le bellezze di questo sistema, trovando una alternativa al macigno Unity.

Consumi e Prestazioni

Riporto di seguito quanto da me affermato dopo soli tre giorni di impiego di Unity:
Nel momento in cui sto' scrivendo questo articolo, sono in azione Audacity che riproduce una mia compilation di Vasco Rossi fatta tagliando e adattando varie tracce, e Bluefish con cui sto' scrivendo queste righe. Niente altro.
Avviando il Monitor di sistema la situazione è questa:

  • CPU1 48%
  • CPU2 37%
  • RAM 1 GB (38% di quella disponibile)
  • Swap 256 KB (di 6.1 GB)
Ci sono in sleeping 181 processi che occupano RAM!!!

Vediamo quindi la RAM consumata dai programmi in azione:
  • Xorg si accaparra 295.6 MB di RAM e 8% di CPU
  • Compiz si prende 253 MB di RAM ed il 20% della CPU
  • Bluefish vuole 62 MB di RAM ed il 7% della CPU
  • Audacity vuole 29.4 MB di RAM ed il 6% della CPU
  • Il monitor di sistema vuole 11.1 MB di RAM e il 5% di CPU

Traspare un consumo gigantesco di risorse. Un consumo intollerabile, ingiustificato.
Stiamo scherzando o cosa?

Quanto sotto riportato è il risultato parziale dell'output del comando "top" impartito da terminale e che da un elenco dei processi in esecuzione e in sleeping.

 1870 borgio3   20   0 1918m 299m  55m R  29,9 10,9  30:11.03 compiz  
 1096 root      20   0  593m 295m  30m S  19,9 10,7  20:47.95Xorg                 
15509 borgio3   20   0  877m  48m  23m S  15,3  1,8   2:27.57 audacity   
 1780 borgio3    9 -11  423m 7676 5036 S   4,3  0,3   7:14.08 pulseaudio  
15631 borgio3   20   0  650m  20m  13m S   2,7  0,7   0:01.13 gnome-terminal
15616 root      20   0     0    0    0 S   0,3  0,0   0:01.28 kworker/0:0 
15624 root      20   0     0    0    0 S   0,3  0,0   0:00.34 kworker/1:1
15705 borgio3   20   0 24824 1580 1116 R   0,3  0,1   0:00.14 top     
    1 root      20   0 27084 2820 1416 S   0,0  0,1   0:01.78 init   
    2 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.01 kthreadd  
    3 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:05.72 ksoftirqd/0 
    5 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kworker/0:0H 
    7 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:05.88 migration/0 
    8 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcu_bh  
    9 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/0  
   10 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/1  
   11 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/2   
   12 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuob/3  
   13 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:21.40 rcu_sched 
   14 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:08.91 rcuos/0  
   15 root      20   0     0    0    0 R   0,0  0,0   0:08.63 rcuos/1 
   16 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuos/2   
   17 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 rcuos/3    
   18 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.27 watchdog/0    
   19 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.10 watchdog/1     
   20 root      rt   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:08.39 migration/1     
   21 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.60 ksoftirqd/1    
   23 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kworker/1:0H    
   24 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 khelper       
   25 root      20   0     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kdevtmpfs    
   26 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 netns      
   27 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 writeback   
   28 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 kintegrityd 
   29 root       0 -20     0    0    0 S   0,0  0,0   0:00.00 bioset 

Conclusioni

Dovrei concludere questo articolo e vorrei farlo dando un segnale deciso, vediamo se ce la faccio.
Ubuntu 13.10, sia chiaro, è a mio avviso un sistema operativo adeguato per chi ha computer acquistati non prima del 2010. Le richieste di prestazioni sono al punto da rendere il sistema zoppicante se non ci sono risorse abbondanti, quindi costose. Ubuntu era un sistema largamente retro-compatibile fino all'avvento di Unity, ora non lo è più. Per fare andare degnamente Ubuntu sul proprio PC del 2009, ad esempio, bisogna cambiargli vestito e questo, passatemi il termine, è una stronzata concettuale. Tanto vale installare una versione diversa (Xubuntu, Lubuntu per rimanere nelle distro *buntu).
Ho lavorato abbastanza bene con Ubuntu, ma solo quando l'ho abbigliato con MATE.
Non credo di poter consigliare Ubuntu in generale, è troppo hardware-dipendente ed è un male totale. Diciamo che da questo punto di vista tra Ubuntu e Windows/MacOS X non c'è più alcuna differenza. Il primo avanza di versione solo per costringere la gente a comprare computer più potenti, il secondo costringe la gente a svenarsi per comprare hardware normale ma che fa figo avere con la mela morsicata sopra.

Concludo la mia esperienza lasciando Ubuntu al suo destino, consigliando a chi vuole entrare nel mondo Linux, di rivolgersi a ben altre distribuzioni che siano più tolleranti e fatte per chi non vuole cambiare il proprio PC.
Il voto basato sulla sua usabilità, software, affidabilità, amichevolezza è di 6/10.
Il voto basato sulla sua promessa di libertà, tolleranza, risparmio e condivisione è -5/10.

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