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Fare Web - Accessibilità Parte 9

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L'accessibilità non è una qualità misurabile con precisione. Talora nella costruzione di pagine web, l'ottemperare ciecamente alle norme dell'Accessibilità, determina un suo danneggiamento. Si può dire che l'Accessibilità soffre di una sorta di Principio di Indeterminazione che impedisce al valutatore di avvalersi di strumenti di precisione e automatici per stimarne le misure e l'effettiva messa in opera.
Relativamente alle pagine web, va detto che ottenere l'Accessibilità strutturale delle stesse e dei loro contenuti, è giusto questione di avere tempo per studiarsene le applicazioni pratiche e metterle in opera, ma riuscire a rendere accessibile il significato dei contenuti non è altrettanto facile da raggiungere. Far si che tutti gli utenti possano raggiungere i contenuti è abbastanza semplice, far si che capiscano cosa significhino è affatto semplice!

I paragrafi di questo articolo

Se rendere accessibile la struttura di una pagina web è una questione tecnica, renderla comprensibile è un fatto culturale.
Nel momento stesso in cui ho scritto queste righe, sono nel dubbio che esse siano comprensibili e comprese da chi sta leggendo perché scrivere correttamente, esprimendo semplicemente dei concetti, fa parte della cultura posseduta dal singolo autore. Dobbiamo infatti tenere conto che nell'ambito dei contenuti informativi di una pagina web, le informazioni possono essere esposte con delle immagini, altre con delle parole, altre con degli schemi e dati tecnici, altre con modi di dire, altre con abbreviazioni, altre con termini stranieri e così via.
Molti autori diffondono le informazioni basandosi su immagini per ovviare a carenze della fase espositiva testuale rasserenandosi nella convinzione che "... un immagine vale più di mille parole!", ma non sempre è così. Ci sono concetti che le immagini non possono rappresentare e altri che esposti attraverso immagini, possono determinare delle interpretazioni talora diametralmente opposte ed altrettanto possibili.
Altri autori intercalano l'esposizione di un argomento con modi di dire, termini stranieri o abbreviazioni che sono chiari per molte persone ed assolutamente insignificanti e confondenti per altre. Talora questo intercalare ha l'aria di voler rappresentare saccenteria, padronanza di un argomento o, peggio, copertura di lacune concettuali o fumosi infarcimenti discorsivi.
Altri autori, effettivamente padroni dell'argomento che trattano nelle loro pagine, immersi nel loro mondo tecnico, inseriscono dati tecnici e formule nell'ambito della trattazione, confidando sulla conoscenza universale della medesima, o dimenticando che non tutto il suo pubblico ha effettivamente le conoscenze per capire quanto esposto.
Ne deriva che lo scrivere una pagina web dovrebbe partire dalla domanda : "Quello che sto scrivendo è comprensibile da tutti?".

Per rispondere in modo adeguato a questa domanda interiore, possiamo dire che le informazioni diffuse attraverso pagine web possono essere offerte ad un pubblico ristretto ed elitario, ad un pubblico allargato o a tutti i visitatori. Più si allarga la platea di utenti, più i problemi di comprensibilità aumentano. E' fatale, ma inesorabile!
L'autore di un sito sulle formule matematiche legate all'ingegneria nucleare, avrà verosimilmente un pubblico assai ristretto e costituito di premi nobel della matematica, studenti della "Normale di Pisa", ingegneri, ed altri laureati. Potrà restare sereno sul fatto che quello che esporrà sarà compreso senza tanti problemi.
L'autore di un sito amatoriale di foto di viaggi, avrà un pubblico potenzialmente molto più largo e composto di appassionati di fotografia o semplici curiosi che vogliono qualche spunto per organizzare il proprio prossimo viaggio. Tuttavia avrà la necessità di rendere comprensibili le proprie immagini specie se queste ritraggono particolari esotici, o di complessi più grandi, oggetti strani, o dovrà indicare se le immagini esposte sono state elaborate. Nasce quindi il problema di come rendere comprensibile, a parole, quello che un immagine in realtà trasmette. E' un operazione per niente facile e dovrebbe essere fatta per eliminare dubbi o interpretazioni, a meno che l'autore voglia conoscere quello che i suoi visitatori vedono nelle foto che espone.
L'autore, o gli autori di siti culturali, di portali a larga diffusione, di siti storici o di siti per pubblico variegato, avranno immensi problemi a rendere il proprio sito adeguatamente comprensibile a tutto il popolo della rete composto di professori, operai, ignoranti, filosofi, casalinghe, pensionati, ragazzini, disabili, ecc. ecc..
Vengono a galla due aspetti fondamentali:
- L'autore, la sua cultura ed i suoi problemi
- L'utente

Volenti o nolenti la forza e la debolezza del web è rappresentata dall'incontro, o scontro, di due entità culturali talora differenti in modo drammatico, ovvero l'autore del sito web da una parte e il visitatore di quel sito dall'altra.
L'incontro di queste due culture mette in risalto il fatto che autore e utente sono innanzitutto individui e, in quanto tali, padroni di due culture diverse ognuna delle quali, agli occhi del proprietario, è quella corretta e di riferimento. In termini più semplici si può dire che l'autore ritiene di esporre gli argomenti in modo comprensibile, mentre l'utente è convinto che la sua capacità di comprensione sia l'unica possibile.
Nelle leggi della comunicazione ed ammesso che in esse si possa configurare un vincitore ed un vinto, quello che vince è l'utente dato che è lui il motivo che ha portato l'autore a creare l'informazione. E' irritante, ma inesorabilmente così e se l'autore non si adegua, perde la ragione della sua produzione di informazioni.
Ne consegue che l'autore debba impegnarsi a capire come il pubblico che pensa di avere o verso il quale la sua informazione è rivolta, comprenda quello che ha scritto, disegnato, illustrato.

L'autore, la sua cultura ed i suoi problemi

L'autore di un informazione (articolo, banner pubblicitario, racconto, saggio, ecc.) possiede una cultura di base ed una cultura specifica che costituiscono l'habitus culturale globale e quello personale che irrevocabilmente si riversa sui contenuti dell'informazione stessa. Nell'ambito della propria dotazione culturale si inseriscono anche note caratteriali che contribuiscono a dare caratteristiche precise alle informazioni prodotte e si differenziano autori in grado di scrivere bene, ma di essere troppo prolissi, di disegnare bene, ma di essere troppo stilizzati, di spiegare bene, ma di essere troppo rapidi, ecc. Non si riesce mai ad individuare l'autore perfetto capace di soddisfare tutte le esigenze del pubblico.
L'autore, al di la della sua dotazione culturale e delle sue note caratteriali, può avere dei problemi legati al tempo (un giornalista di cronaca deve produrre un articolo giornalistico nell'arco di minuti), all'argomento (troppo poco conosciuto o troppo conosciuto), alle proprie condizioni fisiche (non vedente, ipovedente, non udente, ecc.) e psichiche (stress da lavoro, pessimismo, depressione, euforia, ecc. ecc.).
Vediamo quindi cosa dovrebbe fare un autore per offrire una informazione il più possibile comprensibile, analizzando i problemi di carattere lessicale, grammatico-ortografico, grafico e psico-fisico.

Problemi lessicali e di frasario
Relativi ad un uso corretto della terminologia, all'impiego di un corretto e chiaro frasario, alla correttezza ortografica, alla grammatica e alla punteggiatura.
Partiamo dalla terminologia, ovvero il complesso dei termini propri (parole, vocaboli o locuzioni) e caratteristici di una scienza o di un arte (dal Dizionario Italiano Garzanti). Nell'ambito di un qualsiasi discorso si possono impiegare parole, vocaboli o locuzioni di vario genere per esprimere uno stesso concetto. Si possono quindi impiegare termini conosciuti e consueti, o termini di raro e remoto utilizzo. Nel primo caso il discorso verrà compreso dai più, nel secondo sarà compreso da pochi cultori di una lingua italiana forbita ed elitaria. Facciamo un esempio pratico :

L'Accessibilità dei siti web permette a tutti di godere delle informazioni offerte da internet.
L'Accessibilità dei siti web rappresenta la peculiare caratteristica posseduta dai medesimi, in virtù della quale è consentita la fruizione delle informazioni ivi contenute, da parte di tutte le utenze della rete informativa internet.

Nelle due citazioni è contenuto lo stesso identico concetto, solo che nel primo caso la frase è breve e diretta e verosimilmente comprensibile da tutti. Nel secondo caso la frase è lunga e indiretta, infarcita di termini ricercati ed effettivamente inutili, dispersiva e comprensibile da chi ha una scolarità medio-alta. Nasce quindi la domanda:
"Che bisogno c'è di usare la seconda frase?"
Nessuno! Probabilmente solo il bisogno di allungare la pagina, distaccarsi dai propri visitatori o mostrare una cultura forse troppo pomposa e verbosa.
D'altra parte è importante che nel contesto di una semplice frase siano contenuti i termini adeguati evitando di scrivere orrori come questo :

L' Accessibilità è quella cosa che permette di usare bene internet.

E' una frase che racchiude il concetto espresso poco fa, ma che ne può racchiudere altri e generare quindi dubbi e controversie. Sarebbe quindi importante che l'autore avesse a portata di mano un bel dizionario dei sinonimi e dei contrari che gli permettesse di allargare il parco dei vocaboli adeguati ai vari usi

Problemi grammaticali, ortografici e di punteggiatura
Anche avendo rintracciato i termini più idonei a creare il frasario e l'informazione completa, è molto importante che l'autore abbia una perfetta o almeno buona conoscenza della grammatica italiana, per evitare di confondere una declinazione dei verbi con un altra, per evitare di costruire frasi nelle quali sia difficile capire chi sia il soggetto, il complemento, l'avverbio ecc. ecc.. Molto diffusi sono gli errori sul condizionale per cui si sentono e si leggono frasi del genere :
Se il sito sarebbe stato accessibile, l'utente non avesse incontrato problemi.
Il dramma sta nel fatto che molti uomini conosciuti e ritenuti di cultura almeno universitaria, pronunciano frasi da far rabbrividire e quindi gli errori grammaticali sono molto subdoli e sempre in agguato.
Anche nella produzione di racconti brevi o lunghi, sarebbe importante stabilire con quale persona si vogliano portare avanti i medesimi. Talvolta, infatti, si inizia con il raccontare in prima persona, per continuare in seconda persona e terminare in terza. Questo crea confusione perchè non si riesce a stabilire se il racconto riguardi l'autore che racconta se stesso, se l'autore dialoghi con una seconda persona o se racconti di un altra persona.
Anche la stesura di informazioni ricche di errori ortografici, non favorisce l'Accessibilità cognitiva specie se il termine errato abbia senso compiuto e coerente se inserito sia maschile/femminile o singolare/plurale.
Più complessa è la questione della corretta punteggiatura. Un informazione potrebbe essere costituita di lunghe frasi o di frasi più corte e questo dipende dal concetto che la singola frase intende esprimere con le sue varie inclusioni, arricchimenti, note, ecc.. Se la frase è corta la punteggiatura di solito è molto limitata e la lettura scorre fluida e chiara.

Se invece la frase è lunga con svariate intercalature commenti e note la punteggiatura assume un valore importante per far si che la lettura sia agevole comprensibile e ritmata con il risultato che il concetto espresso possa essere assolutamente compreso e assimilato.
Una lettura mozzafiato e molto diversa dalla stessa esposta qui sotto:
Se invece la frase è lunga, con svariate intercalature, commenti e note, la punteggiatura assume un valore importante per far si che la lettura sia agevole, comprensibile e ritmata, con il risultato che il concetto espresso possa essere assolutamente compreso e assimilato.

Noterete certo la differenza nel leggere la stessa frase senza punteggiatura e provvista della medesima.
Ne deriva che l'autore di una qualsiasi informazione scritta, dovrebbe leggere più volte il proprio prodotto, anche a distanza di qualche giorno, per notare se la lettura risulti scorrevole, corretta e comprensibile e, se ne ha modo, chiedere ad un altra persona di leggere lo scritto ottenendone delle opinioni su leggibilità e comprensibilità

Nota.
Durante la stesura di questo articolo, ho letto e riletto tutto da capo almeno 20 volte ed ogni singola volta è stata l'occasione per rivedere, correggere, arricchire, ma soprattutto snellire, il prodotto. Ad ogni rilettura ci sono stati motivi di revisione dei concetti e timori di non riuscire ad essere chiari e comprensibili.

Problemi grafici
Premesso che io sono un pessimo disegnatoro e drammaticamente povero di fantasia, sostengo che i problemi grafici di un autore siano poi da ricondurre alla capacità di trasmettere un concetto usando esclusivamente l'immagine ed escludendo il testo.
Il grande potere delle immagini è dato dall'immediatezza percettiva (spessissimo basta uno sguardo per vedere e capire l'immagine) e dal fatto di racchiudere spesso messaggi e concetti complessi in un solo stimolo sensoriale. Tuttavia l'immagine stimola a largo raggio l'intelligenza della persona che la guarda e determina, altrettanto spesso, sensazioni e interpretazioni non sempre uguali se quella stessa immagine viene inserita in contesti e tempi diversi. Nascono quindi problemi di opportunismo, adeguatezza e coerenza dell'immagine, legati a contesti e tempi totalmente disgiunti dal senso principale che l'immagine dovrebbe trasmettere.

In una pagina dedicata a ricette di cucina, è quanto meno strano trovare un immagine che ritrae un quadro di VanGogh a meno che nel quadro sia raffigurato un bellissimo piatto di fettuccine al ragù.

Il web, per le sue peculiari caratteristiche (larghezza di banda, tempi di scaricamento delle informazioni, connessioni analogiche, ecc.), impone un uso delle immagini assai limitato e questo comporta che una singola immagine debba spesso essere un sunto compresso di tanti concetti e le sue caratteristiche cromatiche si limitano all'uso di pochissime tonalità. Si arriva quindi alla produzione di loghi stringatissimi, stilizzati, spartani ed ideografici che richiedono un enorme sforzo mentale per comprenderne il vero significato, ma trattandosi di loghi proprietari (non utilizzabili da altri, cioè), possono anche non avere un significato.
Ad ogni modo l'autore di una pagina che implementi una o più immagini dal significato non proprio univoco, deve inserire un testo alternativo che illustri il significato vero della/delle immagine/i anche in relazione al contesto nel quale sono inserite.

Per tornare alla pagina sulle ricette di cucina, il testo descrittivo dell'immagine di un quadro di VanGogh che illustra un bellissimo piatto di fettuccine al ragù, dovrebbe essere "Una visione artistica del classico piatto di fettuccine al ragù. VanGogh 1900", oppure "Ecco come il pittore VanGogh immaginava il piatto di fettuccine al ragù".
La stessa immagine, inserita in un sito di arte pittorica dovrebbe avere un testo descrittivo certamente diverso "Un opera pittorica a tema culinario del pittore VanGogh"

Problemi psico-fisici
L' autore di informazioni per il web e per altri supporti documentali, potrebbe avere problemi non solo legati alla mera informazione, come esposto sopra, ma anche problemi con la propria persona nell'atto di redigere l'informazione.
Possono essere problemi legati allo stress, al prevalere di precise emozioni, alla stanchezza od alla mancanza di idee. Comunque o qualunque sia la situazione tra quelle elencate, nella quale si stia trovando l'autore, si può presumere che gli errori evidenziati in precedenza, possano essere più probabili.
Come annunciava una massima di Murphy, "Sotto pressione le cose peggiorano", un autore di informazioni che si trovi ad essere stressato (dalla mancanza di tempo, dal doversi guadagnare la pagnotta, dal dover rispettare le richieste del committente, ecc.), sarà portato a tralasciare qualche dettaglio nella costruzione dell'informazione con la conseguenza che alcuni dei problemi della stessa (cattiva punteggiatura, errori grammatico-ortografici, ecc.) affioreranno agli occhi dell'utente.
L'autore di informazioni non dovrebbe produrre quando non è tranquillo o è stanco e se proprio lo deve fare, può produrre la famosa brutta copia (Working Draft) che potrà correggere in tempi successivi (il giorno successivo, ad esempio).
La mancanza di idee è un altro brutto fenomeno per cui l'autore non riesce ad organizzare l'articolo, l'immagine o il racconto. Annaspa in frasi senza senso o senza cuore e finisce per essere insoddisfatto, producendo informazioni assolutamente prive di significato e forza, un pò come molta parte del giornalismo televisivo, (nota polemica) tutto immagini e poca intelligenza.
Per farsi venire in mente una idea è necessario pensare a ruota libera o ad altro. Si può andare sul terrazzo di casa, fumarsi un bel sigaro e lasciare che i pensieri seguano i propri arzigogoli, oppure si apre un giornale che abbia qualche attinenza all'argomento sul quale si voglia scrivere o disegnare e lasciare che le idee viaggino in cima agli argomenti letti. In genere funziona!
Accesasi la lampadina nel cervello, si prende un volgare foglio di carta e si buttano giù le linee principali e se il pensiero si complica, è bene scrivere anche i dettagli. Si arriva davanti al computer possibilmente con le idee ancora fresche e si avvia la produzione e poi ci si comporta come descritto sopra, a proposito dei problemi dell'informazione e dei propri problemi.

Comunque vadano le cose, è necessario che l'autore pensi agli altri, al fatto che non tutti hanno la stessa cultura e che le informazioni devono essere proposte in modo semplice e diretto senza imporre la propria persona ed il proprio modo di pensare, altrimenti l'autore produce informazioni poco accessibili e in grado solo di soddisfare se stesso.

L'utente - Il demone di ogni autore

Ci sono due tipi principali di utente delle informazioni :
- l'autente
- l'utonto
A parte la vena scherzosa che serve a stemperare il clima caldo di questa trattazione tutta teorica, si può dire che l'autente è l'autore dell'informazione che si immedesima nell'utente e si stupisce di come sia venuta bene quell'informazione che ha appena prodotto! E' l'utente che l'autore deve temere di più e ne spiego subito i motivi.

Mentre produce una informazione, l'autore ha delle idee che prefigurano l'informazione stessa e queste idee partono dal cervello per giungere alle mani al fine di essere materializzate in un prodotto. Nel percorso appena accennato, l'informazione può essere preda di dimenticanze, sviste, errori ed altre nefandezze che l'autore, preso dal vortice delle idee, spesso non vede. Ne deriva che una informazione può risultare mancante di un pezzo o mostrare errori grammaticali o lessicali, errori ortografici ed altro.
All'atto del controllo, la parte utente dell'autore non riesce spesso a vedere queste alterazioni, essendone contemporaneamente l'autore, e in un momento di stanchezza, tutto sembra filare liscio, facendo si che la parte autore dell'autore sia soddisfatta del risultato.
Invece al momento della lettura da parte dell'utente vero e proprio, vengono fuori tutte queste magagne e l'informazione risulta confusa, poco leggibile e sgradita. Se questo utente fa presente le note negative all'autore, questi si sveglia d'incanto e riconosce i propri errori.
Sarebbe bene quindi che l'autore facesse solo la sua parte e affidasse la lettura dei propri prodotti ad altre persone che testeranno il grado di correttezza dell'informazione. In genere queste persone sono amici, conoscenti o colleghi di lavoro. Se proprio non si dispone di questi tester umani, si può procedere ad una rilettura del prodotto dopo che siano passate almeno due settimane. Questo tempo può essere sufficiente affinché l'autore liberi la memoria da quanto ha realizzato e si ritrovi a leggere una cosa che conosce, ma che verosimilmente ha parzialmente dimenticato.

Ora è il caso di parlare degli utonti, tutte quelle persone che leggendo un informazione sembrano nate un momento prima di leggerla. In genere l'utente è in una condizione di vantaggio rispetto all'autore, in quanto ha ampia scelta rispetto all'informazione che sta cercando. Tanti autori hanno prodotto una informazione trattante lo stesso argomento e chi l'ha realizzata meglio, ha il favore degli utenti.
Si può affermare, con una certa logica, che le informazioni vengono scelte dall'utente in base a diversi parametri ed elencheremo quelli più logici:

  1. Rapidità di reperimento, di solito attraverso i motori di ricerca
  2. Rapidità di caricamento, ovvero la brevità del periodo che intercorre tra il momento in cui l'utente clicca sul collegamento all'informazione e l'effettiva disponibilità della stessa alla sua consultazione.
  3. Progressione informativa, per cui vengono preferite quelle informazioni che hanno un sommario od una rapida premessa che esponga chiaramente il contenuto del'informazione
  4. Chiarezza e brevità espositiva, per cui è preferibile che l'informazione sia resa con un linguaggio semplice e che l'informazione non richieda una lunga lettura. Molti utenti non amano scorrere la pagina.
  5. Usabilità, intesa come facilità di spostamento all'interno della stessa informazione qualora sia composta di diversi paragrafi o sezioni.

Relativamente al primo punto è da rimarcare il fatto che, in genere, gli utenti più frettolosi e inesperti non arrivano quasi mai a visitare la seconda pagina dei risultati offerti dai motori di ricerca.
Per collocarsi nella prima pagina dei risultati è necessario di certo una segnalazione ai motori stessi, una adeguata ed efficace scelta delle parole chiave da inserire nei meta tags, una adeguata descrizione della pagina ed altrettanto adeguate prime righe dell'informazione. Se ci avete fatto caso infatti, in genere sotto il titolo del link fornito dal motore di ricerca è collocata una breve descrizione che di solito è rappresentata dalla descrizione presente nei meta tags o dalle prime righe di testo che compaiono nella pagina.
Poi è necessario una architettura impeccabile delle pagine e un esclusione dei frames, di pagine prodotte in Flash o con devastanti JavaScript, ma stiamo divagando.

L'utente, tutti gli utenti, non amano attendere che l'informazione ricercata sia disponibile alla consultazione. Sono da evitare con cura pagine troppo pesanti, immagini troppo ingombranti, oggetti interattivi troppo lunghi da caricarsi e troppi passaggi per raggiungere l'informazione.

Di solito la lettura sullo schermo non è altrettanto facile come quella su supporto di carta e produrre lunghi articoli non invita alla consultazione, a meno che siano previsti adeguati sistemi di navigazione all'interno dell'articolo stesso e che permettano di raggiungere paragrafi e sezioni inclusi.

L'utente ama anche poter stampare l'informazione ed è quindi importante fornirne una versione stampabile, segnalandola nella stessa pagina.

Infine un consiglio agli autori.
Offrite ai vostri utenti un informazione che possa essere commentata e cercate un contatto invitando a fornirvi suggerimenti e segnalare errori e incomprensioni.

Abbiamo quindi visto quali possano essere i principi per la produzione di informazioni cognitivamente e culturalmente accessibili, sia dal punto di vista del produttore, sia da quello del fruitore.

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